Dieci tentativi di dar forma al vuoto del mio corpo è un’inchiesta sul corpo che si realizza cercando di dare volume alle sue ragioni invisibili attraverso l’utilizzo di un materiale instabile - il pongo.

Il corpo è divenuto allo stesso tempo tavolo di lavoro per il pongo e sua materia creatrice.
Quanto vuoto-pongo le mie fessure possono contenere? Si può modellare il vuoto?
Ha una forma fissa e stabile il vuoto? Ha una forma bella il vuoto?
Non sono riuscita a controllare il vuoto che il mio corpo produce e contiene.
Il mio corpo ne ha creato la forma, le ha plasmate ma non ne ha indovinato il risultato.
Ne è stato sorpreso, a volte deluso. Queste sono forme senza nome, sono forme sconsolate, contingenti che rivelano una possibile caduta. Sono forme senza funzione che confessano una tensione tra la forza dell’immaginazione e la concretezza della realtà.

 
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Tentativo numero uno: la piega interna dell'avambraccio.

Se tengo il braccio steso a 180° fa da base al vuoto che regge?
O fa da diametro ad un vuoto che sta tutto attorno?
E se chiudo l'avambraccio cosa rimane?

 
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Tentativo numero due: la bocca.

Quanto spazio-pongo può contenere la mia bocca?
Trattengo il respiro, non riesco a spingere il pongo fino in fondo la cavità. Metà rimane fuori. Mordo ed estraggo il pongo.
Mi rimane tra i denti. è salato.

 
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Tentativo numero tre: l'incavo posteriore del ginocchio.

L'incavo posteriore del ginocchio diviene incavo solo se piego la gamba.
Allora la stringo contro la coscia cercando di annullare il vuoto.

 
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Tentativo numero quattro: la mano.

Il vuoto della mia mano è un vuoto mobile.
Posso stringere la mano e trattenere il vuoto nella mia pelle?
Il vuoto della mia mano è una conchiglia.

 
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Tentativo numero cinque: le narici.

Ho delle grandi narici.
Conterranno necessariamente tanto vuoto.
Estraggo il pongo.
Il vuoto delle mie narici è bagnato e scivoloso.

 
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Tentativo numero sei: l'ombelico.

L'ombelico è un orifizio piccolo.
Il mio ombelico non ha sempre avuto la forma attuale.
Ad un anno e sei mesi ho subito un intervento chirurgico per ernia ombelicale.
Tossivo e l'ombelico si gonfiava.
Ora il mio è un ombelico pieno. C'è poco vuoto.
Tre linee di vuoto che creano un volto.

 
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Tentativo numero sette: l'orecchio

Levando il pongo l'orecchio si stappa come una bottiglia.
Il vuoto del mio orecchio è un tappo carezzevole.

 
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Tentativ numero otto: il piede.

Il mio piede riuscirà ad afferrare il vuoto?
L'alluce è il cucchiaio che più si sforza nella presa dello spazio.
L'illice, il trillice, il pondolo e il mellino rimangono fermi in posizione.
Non riescono a piegarsi al vuoto. Sono meno forti.

 
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Tentativo numero nove: le natiche.

L'anfratto delle mie natiche risulta uno spazio volgare e non vorrei.

 
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Tentativo numero dieci: sfera finale

La sfera finale è l'ultimo tentativo di dare una forma convincente al mio vuoto. Ho preso le mie forme precedenti e le ho mescolate dandogli una forma sferica. Perché la sfera è la forma che per me deve avere la somma di tutti i miei vuoti. Se una forma c'è.
Ma che colore uscirà?
Il vuoto del mio corpo mi sfugge.